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GIORNO DELLA MEMORIA. PAP: “INACCETTABILI DIVIETI DELLE MANIFESTAZIONI PRO PALESTINA. DIFENDIAMO LA LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO E DI MANIFESTAZIONE. MAI PIÙ SIGNIFICA MAI PIÙ PER NESSUNO.”

Il Ministro dell’Interno Piantedosi vorrebbe vietare i cortei di solidarietà al popolo palestinese e di denuncia del genocidio in atto, previsti per il 27 gennaio, perché “potrebbero avere evoluzioni lesive di alcuni valori sanciti dalla legge, come la commemorazione della Shoah”.

Contemporaneamente una circolare dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio, a firma della direttrice Anna Paola Sabatini e rivolta ai presidi delle scuole, chiede di “prevenire iniziative o comportamenti che possano turbare la serenità degli studenti e delle studentesse” e ciò “alla luce degli scenari internazionali di crisi”.

Quello che tanto il Ministro Piantedosi quanto la Direttrice Generale dell’Urs Lazio, Anna Paola Sabatini, stanno facendo è un vero e proprio attacco alla libertà di manifestazione e di insegnamento.

Celebrare la giornata della memoria significa non solo ricordare le vittime dello sterminio del nazifascismo, ma significa anche e soprattutto urlare “mai più”.

“Mai più” al genocidio di un popolo, mai più alla pulizia etnica deliberata.

Ma dire “mai più”, significa mai più per nessuno.

Per questo oggi è più che mai necessario utilizzare la Giornata della memoria per spiegare alle giovani generazioni quello che sta avvenendo in questo momento a poca distanza dalla nostra “democratica” Europa, ossia denunciare il genocidio in corso in Palestina dove è stato già sterminato da parte dell’esercito occupante israeliano più dell’1% della popolazione della striscia di Gaza.

Significa, oggi più che mai, chiedere un cessate il fuoco immediato e la fine dell’occupazione in Palestina. Significa supportare le richieste delle migliaia di ebrei che in tutto il mondo stanno condannando il governo omicida di Netanyahu e le politiche di occupazione e apartheid israeliane.

Impedire questo, vuol dire svuotare di senso la Giornata della Memoria. Vuol dire, che dalla nostra storia recente non abbiamo imparato un bel niente.

Gli antisemiti in questo paese vanno cercati all’interno dei partiti della maggioranza del Governo, che non hanno mai veramente tagliato i ponti con il loro passato politico, che affonda le sue radici nel Partito Nazionale Fascista e degli orrori perpetrati dal regime mussoliniano.

Lottare contro l’antisemitismo oggi vuol dire essere al fianco del popolo palestinese, contro ogni forma di genocidio, pulizia etnica, colonialismo e discriminazione razziale. Per questo Potere al popolo! il 27 gennaio sarà in piazza al fianco delle organizzazioni palestinesi e di tutte e tutti i/le solidali con la resistenza alla pulizia etnica e al genocidio del popolo palestinese

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