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Disoccupazione giovanile e pensioni irrangiungibili

2018_07_30_pensioni

Date un occhio a questi due articoli. Ci fanno capire perché questo sistema economico è totalmente folle. Cioè: folle per noi, la maggioranza della popolazione che lo subisce, logico e ragionevole per loro, per quei pochi che ne traggono profitto.

Da un lato infatti in Italia ci sono più di 2 milioni di lavoratori che si trovano in età pensionabile, gente che spesso ha già 35 anni di lavoro alle spalle ed è costretta a continuare o dalla legge o perché non ha abbastanza soldi.

Risultato: gente stanca, che non ce la fa più, incidenti sul lavoro che aumentano, impossibilità di godersi la famiglia e il tempo che rimane, malattie che finiscono per coinvolgere tutti.

Da un alto lato abbiamo una enorme forza-lavoro giovanile che non riesce a entrare nel mercato del lavoro. La disoccupazione giovanile arriva al 36%, in alcune regioni del paese perfino al 50%.

Per cui ogni anno 250.000 lavoratori, tra cui la metà tra i 24 e i 35 anni e dal sud del paese, emigrano all’estero (Germania, Gran Bretagna e Svizzera i primi paesi di destinazione).

Risultato: le energie migliori del nostro paese che se ne vanno, quelli che hanno più forze e idee, quelli che potrebbero dare qualcosa al settore pubblico facendolo diventare più dinamico e aggiornato, quelli che potrebbero essere più curiosi, più aperti al mondo…

Contemporaneamente, chi rimane, è costretto a subire il ricatto di contratti e salari di merda e per questo spesso fa due lavori per arrivare a fine mese. Più di 3.5 milioni di persone in Italia hanno due lavori.

Capite perché in campagna elettorale dicevamo che ci servono tre cose che nessuna forza politica propone? Capite perché ci vuole un’alternativa vera e non quella apparente dei 5 Stelle (del PD o della destra non parliamo proprio, già li abbiamo testati!)?

1. Abolizione della Fornero (e non le misure ridicole che propongono Lega e 5 Stelle) e della maggior parte dei contratti a tempo determinato;
2. Intervento pubblico con assunzioni in scuola, sanità, istruzione, ammodernamento della macchina amministrativa, cura del territorio;
3. Controllo severo sul lavoro nero e grigio, sul rispetto dei contratti e riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

Queste tre misure sul lavoro, combinate a un recupero massiccio dei 130 miliardi di evasione fiscale e a una patrimoniale, porterebbero subito a una redistribuzione della ricchezza, a un miglioramento delle condizioni di vita della maggioranza dei cittadini, che avrebbero un lavoro degno e sicuro, servizi pubblici più efficienti, un paese più equo e solidale, più rilassato.

Chi ci rimette? Solo quelli che in questi anni di crisi si sono arricchiti!

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