Questa mattina, su ordine del ministro Piantedosi, centinaia di poliziotti sono piombati su Torino per sgomberare il centro sociale Askatasuna. L’intero quartiere è stato militarizzato, il centro circondato e murato, l’asilo nido e la scuola elementare adiacenti sono stati chiusi senza alcun preavviso per insegnanti, bambini e famiglie.

Da tempo il centro sociale era al centro di un progetto di ristrutturazione per farne un bene comune gestito dai militanti ma di proprietà pubblica, dove portare avanti attività utili agli abitanti del quartiere, come è sempre stato nella storia del centro sociale.

Fin dall’inizio il progetto ha incontrato le dure critiche della destra locale e regionale che alla fine è riuscita ad ottenerne lo sgombero. L’ennesimo atto autoritario e repressivo del governo Meloni che intende mandare un segnale a chiunque si opponga realmente alle politiche fasciste di guerra militare e sociale contro le classi popolari.

Giorgio Cremaschi, membro dell’esecutivo nazionale di Potere al Popolo e del Comitato dei proponenti e dei garanti per il progetto Aska bene comune: “Lo sgombero del centro sociale, di cui sono orgoglioso di essere garante, è espressione della politica di guerra e di sostegno a Netanyahu del governo, della UE e della NATO. Il fascismo di Stato viene alimentato e rafforzato da queste politiche violente e reazionarie che si diffondono in tutto l’Occidente e che colpiscono prima di tutto il movimento per la Palestina e la lotta contro il riarmo e la guerra.”

“Ad agevolare l’operazione ci ha pensato la giunta comunale del sindaco Lo Russo (PD), il quale, appena è partita l’operazione, ha trovato un pretesto per ritirare il patto per il bene comune, un vero e proprio atto di viltà istituzionale”, prosegue Cremaschi.

Per opporsi a questo atto intimidatorio è attivo un presidio permanente in corso Regina Margherita 47 e questa sera dalle ore 18 si terrà una manifestazione in solidarietà ad Askatasuna ed a tutti i militanti e le militanti che si oppongono a guerra e devastazione sociale ed ambientale.