Il nome TMA dirà forse poco a tanti. È il nome della nuova azienda venuta fuori dalla cessione della Jabil, multinazionale statunitense dell’elettronica, a un imprenditore locale.
– [ ] Chi si è accorto del cambio di proprietà sono sicuramente i suoi dipendenti. Da quando è arrivata TMA (agosto 2025) sono già quattro i licenziamenti.
Dopo Pasquale Zeno e Michele Madonna, giovedì 23 aprile è stata la volta di Saverio Spena e, poche ore dopo, di Anna Allero.
Si tratta di quattro operai tra i più attivi dal punto di vista sindacale.
Ovviamente una coincidenza.
Iscritti della USB, che da mesi combattono contro un passaggio di proprietà che i lavoratori vivono con il timore che si tratti di un primo passo verso un ulteriore ridimensionamento e magari di una chiusura.
In fondo l’esperienza quotidiana di chi vive quella che una volta era Terra di Lavoro è la desertificazione industriale: nella sola zona industriale di Marcianise (CE) negli ultimi vent’anni si sono persi circa 2mila posti di lavoro nell’industria.
Il licenziamento di Saverio Spena e Anna Allero – e quelli di Zeno e Madonna – non sono il frutto della “cattiveria” del singolo imprenditore di turno e nemmeno rispondono a una logica specifica di questa vertenza.
Sono invece lo specchio di una aggressività padronale che si fa via via più pesante, la conferma di una fase in cui il capitale ha “necessità” di superare alcune mediazioni e riconquistare margini di libertà (di oppressione) a oggi limitati da decenni di battaglie operaie, sindacali e politiche.
Per fare il definitivo deserto, per convertirci definitivamente nei camerieri d’Europa c’è infatti bisogno di abbattere ogni forma di resistenza, ogni anticorpo che lavoratori e lavoratrici hanno costruito nella loro storia.
Per questo, nella solidarietà a Saverio Spena e Anna Allero, non c’è solo l’abc di chi come noi ha sempre pensato che un torto fatto a uno sia un torto fatto a tutti, che con i nostri fratelli e le nostre sorelle si sta spalla a spalla; c’è anche la convinzione di dover difendere il presente e il futuro della nostra terra da logiche predatorie e antipopolari.
Cominciamo da oggi, giornata di sciopero per i lavoratori della TMA di Marcianise: saremo con loro ai cancelli della fabbrica per far sentire loro il nostro calore e, soprattutto, che non sono soli in questa battaglia che è anche lotta a difesa della dignità individuale e collettiva.
Solidarietà con Saverio e Anna!
Difendiamo la nostra gente e la nostra terra!