Giuliano Granato 40 anni, è laureato in Relazioni internazionali e diplomatiche presso l’Università Orientale di Napoli. Dopo la laurea si è trasferito in Inghilterra, come tanti giovani del Sud Italia, dove ha lavorato per la charity Westminster Drug Project, occupandosi di tossicodipendenze e alcolismo e collaborando con diversi centri londinesi.
Ha scelto di tornare in Campania, la sua terra, perché non riusciva a immaginarsi un futuro lontano da casa. Al rientro ha affrontato, come molti, la realtà del lavoro precario: ha lavorato in un call center ad Arzano, come cameriere in nero, come facchino in nero, e nel 2014 ha iniziato la sua esperienza in un’azienda chimica. Nel maggio 2019 viene licenziato, a un mese dal tentativo di organizzare un sindacato in un’impresa in cui mai era esistito nei 34 anni precedenti.
“Quando l’azienda per cui lavori da anni ti licenzia per un presunto calo di fatturato, rischi di vederti crollare il mondo addosso. Quando è successo a me, però, è emersa una forza incredibile. Non la mia, non il ‘mindset’ di cui ciarlano i fuffaguru sui social. Cerca dentro di te, dicono. Invece no: cerca fuori da te, tra la tua gente, la tua comunità. Quella che ha organizzato manifestazioni ai cancelli della fabbrica, presidi davanti al tribunale. Azioni che sono abbracci. Ti rendi conto che non sei solo. E magari riesci pure a sconfiggere quell’azienda che ti sembrava così potente”.
Nel 2020 e nel 2025 è stato candidato presidente della Regione Campania. Dal 2021 è portavoce nazionale di Potere al Popolo. Di fronte ai matusalemme della politica, a gente che è dentro le istituzioni da prima ancora che Tim Berners-Lee pubblicasse il primo sito web, dando l’avvio a quel “www” che si è fatto quotidianità, un portavoce di 40 anni può sembrare un bambino in fasce. “Ma solo in Italia ti ritengono troppo giovane anche a quest’età. È il segno di un Paese che non solo invecchia, ma in cui la parola ‘futuro’ quasi sparisce dal dizionario della strada”.
Appassionato di Napoli e del Napoli, crede che i numeri 10 nascano raramente, D10S una volta sola e che le partite, nella vita, si vincano anche grazie ai Renica, ai Gattuso, ai Grava e ai Rrahmani, al gioco di squadra e al lavoro collettivo.
Pallone e poi libri e passeggiate nel tempo libero. E chiacchierate a non finire. Che tu sia operaio a Bergamo, infermiera a Caserta, portuale a Genova, cameriere a Siracusa, Giuliano potrebbe stare ore a parlare e ascoltare! Meglio mandarlo alla radio o in TV così almeno la “capa tanta” la fa pure a qualcun altro!
Negli anni Giuliano ha affiancato lavoratori e lavoratrici, imparando di prima mano i problemi e le possibilità del nostro tessuto industriale e produttivo, non limitandosi a una conoscenza meramente libresca.
Oggi collabora con Il Fatto Quotidiano, Left e DiarioRed e porta la voce di chi crea realmente la ricchezza in questo paese e a ogni latitudine in radio e nei talk show televisivi, strappando ogni giorno, con le unghie e con i denti, un pezzo di verità e di futuro a questo presente di propaganda e di passività.