settembre, 2018

18sett20:3023:30Milano - Lotte nel lavoro - conflitto e connessioni + Rilancio Adesioni!#accettolasfida

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Lotte nel lavoro, dal conflitto alle connessioni + rilancio adesioni a PaP

A meno di un anno dalla prima assemblea nazionale e di ritorno dal Potere al Popolo! Camp, occasione non solo di socialità ma anche di proficuo confronto politico, i GAP (gruppi di azione popolare) del nodo milanese di Potere al Popolo! invitano ad un momento di dibattito sull’azione politica svolta e sulle sue prospettive, così come in vista degli appuntamenti di questo autunno. Prima di tutto la festa di Potere al Popolo! del 20-23 settembre a Bologna, nella quale avremo modo di confrontarci con tante altre realtà territoriali, in particolare del nord Italia, proprio su questi temi.

Vogliamo parlare di organizzazione, di conflitto, di solidarietà, di ricomposizione e di nazionalizzazioni, tutte parole a cui va ridato significato e messe al centro in un momento di durissimo attacco ai diritti dei lavoratori. Ne vogliamo parlare anche in vista della manifestazione nazionale per le nazionalizzazioni del prossimo 20 ottobre, di cui come Potere al popolo, assieme ad altri soggetti, siamo promotori.

Ne parleranno con noi in questo primo appuntamento:

Angelo Junior Avelli – Deliverance Milano
Patrik Konde – USB braccianti agricoli (Piemonte)
Luca Pistoia – USB trasporto aereo (Malpensa)
Luigi Malabarba – Rimaflow cooperativa sociale autogestita
Faisal Elmoursi – USB Logistica

E per chi non l’avesse ancora fatto, sarà una buona occasione per aderire a Potere al Popolo!

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La pluridecennale offensiva ordo-liberista ha portato da una parte tramite le privatizzazioni dei settori strategici dell’economia a una progressiva perdita di diritti e posti di lavoro, all’aumento dello sfruttamento nei settori che permettono la circolazione delle merci e funzionali alla competizione internazionale, così come alla riproposizione di forme di sfruttamento ottocentesche sia nelle sue forme tradizionali in settori come l’agricoltura ma anche sotto una nuova veste tecnologica nelle metropoli.

Crediamo, infatti, che i momenti di analisi non possano prescindere dalla materialità della pratica. Proprio da essa e dalla sua articolazione sul territorio vogliamo partire, socializzare le contraddizioni, le pratiche di lotta e sottolineare le loro connessioni.
In particolare, indagare le due forme di caporalato : quello “classico” delle campagne e quello “tecnologico “ dei riders. Far emergere come, a dispetto della retorica dell’app e della modernità, il meccanismo di sfruttamento alla base sia il medesimo. Diverso il contesto (campagna e metropoli) stesso il bisogno da parte del capitale di braccia da sfruttare.

Se nel caso delle campagne maggiormente colpita è la componente migrante, nella metropoli ad essa si aggiungono altre componenti delle classi popolari, anche autoctone, che vanno a formare la schiera di quello che potremmo definire “bracciantato metropolitano”. Lavoratori poveri per definizione costretti a raccogliere le briciole lasciate loro dalla smart city milanese che contribuiscono a far funzionare e che, al prezzo dei loro sforzi e sofferenze, si racconta come attiva ed efficiente. Di questo segmento fanno parte anche diversi segmenti dei servizi alla persona i quali scontano sulla propria pelle l’utilizzo delle false cooperative per colmare vuoti di organico e risorse nel campo dei servizi sociali. Tale situazione deriva, evidentemente, da anni di cessioni progressive di competenze dal pubblico al privato con conseguente perdita di diritti e sfrenata precarizzazione del lavoratore. Riteniamo doveroso riflettere sullo strumento cooperativo. A dispetto di un passato da organismo operaio mutualistico, oggi è diventato sempre più un’arma del patronato usata per abbassare il costo del lavoro, da un lato, e frammentare e contrastare il conflitto dall’altro. Lo sanno bene i lavoratori della logistica come quelli degli hub aeroportuali di Malpensa e Linate. Partiremo proprio da questi ultimi e da ciò che la storia della vicenda Alitalia ci insegna per parlare della necessità delle nazionalizzazioni dei settori strategici: per noi un primo passo verso il controllo popolare. Crediamo,infatti, che nazionalizzare, tanto settori strategici dell’industria quanto il campo delle infrastrutture, dei servizi sociali e sanitari sia innanzitutto sottrarli alla logica del profitto mettendo al centro, invece, le esigenze sociali a cui devono rispondere.

Proprio a partire dai soggetti coinvolti e dalle lotte a cui hanno dato vita vogliamo provare a rafforzare un ipotesi che invece metta al centro il conflitto e l’apertura e il rafforzamento di percorsi che diano centralità agli interessi delle classi popolari.

La riflessione dalla quale vogliamo iniziare è quella di come la crisi e la sua gestione a colpi di austerity abbia agito in maniera differente (e quindi prodotto effetti differenti) tra Nord e Sud. Mentre al Sud assistiamo alla cronicizzazione di problemi come la disoccupazione di massa e la desertificazione industriale, al Nord è evidente il tentativo di agganciare la ripresa economica generale e di posizionarsi dal punto di vista produttivo con il Nord politico della UE. Tale sforzo avviene, come ormai da qualche decennio, a scapito delle classi lavoratrici.

Ad una drastica riduzione dei diritti di chi un lavoro cel’ha già, si aggiunge l’istituzionalizzazione del precariato assunto a condizione imprescindibile per l’ingresso nel mondo del lavoro. In questo quadro trovano sempre più spazio le logiche di competitività tra sfruttati e l’ormai dichiarata guerra ai poveri e tra i poveri. Allo scopo di resistere e di tentare l’inversione di questa tendenza Potere al Popolo! Vuole ,tramite questa ed altre iniziative nel nord Italia, provare a formulare una visione complessiva che abbia come riferimento tanto il piano nazionale quanto la peculiarità dei singoli territori e le specificità dei differenti contesti economici e sociali.

Ora

(Martedì) 20:30 - 23:30

Luogo

Arci Corvetto

Via Oglio 21, 20139 Milano

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